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Bollette più chiare, la fattura come strumento di comunicazione

bollette-intelligentiBolletta 2.0 e smart metering: a questi due argomenti è stato dedicato il convegno nazionale Smart utility open meters, organizzato a Roma il 10 dicembre da Energiamedia in collaborazione con Anie.

Il dibattito, a cui hanno partecipato vari operatori del settore, è partito dalle novità normative e tecnologiche dello smart meter in Italia per arrivare ad affrontare il tema forse più caro ai consumatori, e cioè la bolletta.

In Italia oggi gli smart meter, i cosiddetti contatori intelligenti, collocati presso i consumatori finali sono di proprietà del distributore locale, che li ha installati, che comunica ai fornitori di energia le informazioni raccolte.

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Un meccanismo ancora non completamente efficiente, perché il distributore non trasmette i dati in tempo reale ma con un gap temporale che va da minimo un mese nel caso dei misuratori per l’elettricità fino a un anno per quelli del gas.

“Può capitare che parte delle informazioni vadano perdute” spiega Pier Lorenzo Dell’Orco, Direttore Mercato di Sorgenia e tra i relatori di Smart utility open meters “Secondo i nostri dati dal 5 al 20% delle misurazioni non viene correttamente trasmesso alla società di vendita, come noi e come tutti gli altri operatori che si muovono sul mercato libero. Ciò comporta conseguenze dirette per il consumatore. Insieme ai numeri, cioè, si perde la possibilità di offrire al cliente dei servizi aggiuntivi: un alert quando i consumi stanno superando una certa soglia, una proposta commerciale rimodulata sulla base del proprio fabbisogno energetico”.

Sul tema della qualità dei servizi anche la questione della bolletta 2.0. L’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha avviato un’audizione con gli stakeholder per arrivare a una delibera in materia.

“Un approccio che abbiamo accolto con grande favore” commenta Dell’Orco “perché consente di formulare delle proposte partendo dal basso, ascoltando le esigenze degli operatori che a loro volta sono a contatto diretto con i consumatori”.

Tra le priorità evidenziate dalle società di vendita c’è la necessità di uscire dalla logica della bolletta come semplice conteggio dei consumi.

“Dovrebbe essere uno strumento di comunicazione tra l’azienda e il cliente” prosegue il manager di Sorgenia “sia per quanto riguarda immagine e layout che per l’indicazione di spesa. Al momento tutte le bollette hanno una parte di sintesi e un quadro di dettaglio, con una grande quantità di informazioni che spesso servono solo ad aumentare la confusione del cliente”.

La proposta è allora quella di avere la libertà di creare il proprio modello di fattura in base al prodotto offerto, alle esigenze del cliente e alle logiche commerciali. Tutti vorrebbero una bolletta con le stesse voci del contratto che hanno sottoscritto, mentre la normativa in materia impone una struttura standard.

“Infine la semplificazione del linguaggio e la chiarezza sulle voci di spesa in bolletta: oggi circa il 50% dell’importo da pagare non dipende dalla società che vende l’energia ma da oneri di sistema e fiscalità” conclude Dell’Orco “Questo può generare il paradosso per cui una famiglia effettivamente consuma di meno, pagherebbe di meno ma se le imposte aumentano finisce comunque per avere una bolletta più salata”.

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