
Partirà a breve il tour milanese de La casa che guadagna, una campagna itinerante per promuovere la riqualificazione e l‘efficienza energetica nei condomini. A idearla e metterla in campo Legambiente e Rete Irene con il patrocino del Comune di Milano e di Anac Lombardia.
La casa mobile, che rappresenta idealmente una fetta dell’ultimo piano di un edificio. Al suo interno si trovano tutti quegli elementi che consumano energia, che la sprecano o aiutano a risparmiarla. Lo spazio è stato diviso in due parti: quella pre-intervento, dove si possono vedere quali sono i problemi principali che affliggono i nostri edifici, e quella post-intervento, dove sono presentate alcune soluzioni.
In questo modo è possibile verificare lo standard abitativo delle case attuali e cosa significa riqualificare un edificio sotto l’aspetto del sistema edificio e del sistema impianto. Che le case siano un colabrodo energetico lo dimostra lo studio condotto Rete Irene attraverso lo strumento delle termografie, ovvero speciali fotografie in grado di vedere lunghezze d’onda che l’occhio umano non è in grado di percepire, in particolare quelle infrarosse, restituendo un’immagine che indica le temperature superficiali degli oggetti.
Dalle fotografie scattate a molti edifici di una città come Milano il dato più evidente è l’abbondare di porzioni tendenti al rosso, ovvero quelle in cui si manifesta una maggiore dispersione energetica. Questo dimostra che i palazzi monitorati presentano numerosi punti deboli, come per esempio la presenza di pilastri non isolati in facciata, i sottofinestra o i solai interpiano.
“Purtroppo” dicono in Rete Irene “anche molti edifici di recente costruzione, pur essendo isolati in gran parte dei loro involucri, mostrano dei punti deboli che necessiterebbero un intervento di efficientamento”.
Anche di questo dovrò tener conto il Paes della città che entro l’anno, un po’ in ritardo sui tempi, dovrebbe finalemnte venire pubblicato e, speriamo, attuato.











