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Solare termodinamico, quale futuro per l’Italia?

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solare termodinamico eneaNonostante il progetto Archimed ha riscosso grande successo in tutto il mondo, in Italia il solare termodinamico non decolla; ma le cose potrebbe cambiare presto.

In Italia abbiamo assistito al boom del fotovoltaico, sono stati installati migliaia di impianti anche grazie alla possibilità di usufruire degli ecoincentivi. Privati e imprese hanno compreso quanto sia importante puntare sull’autonomia energetica e la sostenibilità per un ridotto impatto ambientale e per risparmiare sui costi in bolletta. Valutare le varie tariffe per l’energia è importante, per evitare gli sprechi è possibile mettere E.On e i suoi prodotti a confronto con Enel Energia, Edison e altri operatori.

A oggi, nell’ambito delle fonti rinnovabili, sta prendendo piede il solare termodinamico. Nel 2001 il Presidente dell’Enea Carlo Rubia ha presentato il progetto Archimed che si proponeva di sfruttare il solare termodinamico per produrre energia pulita. Archimed ha riscosso scarso successo nel nostro Paese per via delle lunghe pratiche burocratiche e dei processi autorizzativi.

A differenza del fotovoltaico, nel solare termodinamico la luce viene riflessa per mezzo degli specchi verso tubi all’interno dei quali scorre un fluido. Si tratta di oli minerali o sintetici o in alternativa sali fusi come nitrato di sodio e potassio. Il fluido finisce dentro uno scambiatore di calore e produce il vapore che aziona una turbina in grado di generare elettricità.

Il vantaggio degli impianti alimentati dal solare termodinamico è che il calore può essere accumulato per molte ore, a differenza di quanto avviene il sistema fotovoltaico tradizionale. Con questa tecnologia è possibile produrre energia elettrica senza sosta anche durante le ore di buio o in caso di maltempo.

In Spagna sono stati installati numerosi impianto che producono energia per mezzo del solare termodinamico, per un totale complessivo di circa 1.000 megawatt. In Italia al contrario, sono stati installati solo pochi impianti.

Tuttavia le cose potrebbero spesso cambiare, l’Anest, Associazione Nazionale Energia Solare Termodinamica ritiene che nei primi mesi del 2015 saranno costruiti nuovi impianti con un investimento di un miliardo e mezzo di euro per un totale di 235 megawatt e ricadute positive anche sul piano dell’occupazione.

Le nuove centrali necessitano di temperature elevate, i luoghi privilegiati per le nuove costruzioni saranno le regioni del Sud Italia come Sicilia, Sardegna e Basilicata. Si tratta di una concreta strategia per produrre energia pulita in accordo con i nuovi obiettivi UE fissati al 2030 sulla riduzione delle emissioni di gas serra e lo sviluppo delle rinnovabili. Gli obiettivi fissati dall’Italia prevedono l’installazione di 600 megawatt di potenza di solare termodinamico entro il 2020.

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