
Risparmiare sulla spesa energetica è un desiderio di molti consumatori italiani, a maggior ragione visto e considerato il difficile periodo economico che stiamo affrontando. Il modo migliore per farlo consiste nel confrontare le tariffe presenti sul mercato e scegliere quella che più si adatti alle nostre esigenze di risparmio e consumo.
Solo dopo aver acquisito una panoramica completa di tutta l’offerta attraverso il confronto dei prodotti Enel Energia con quelli, Edison, Eni, infatti, avremo a disposizione gli strumenti adatti a compiere una scelta che si riveli davvero vantaggiosa per noi.
In Italia il mercato dell’energia è regolato dall’Aeeg, l’Autorità per l’energia elettrica e per il gas, che trimestralmente regola le variazioni dei prezzi dell’elettricità e del gas: da queste poi, dipendono i prezzi offerti dagli altri operatori energetici che operano nel mercato libero o del servizio di maggior tutela. Il consumatore, quindi, ha vasta possibilità di scelta e di risparmio sui costi dell’energia, purché sappia come orientarsi tra la molteplicità di offerte.
Questo perché può decidere se affidarsi ai prezzi del libero mercato o a quelli degli operatori di maggior tutela che, a differenza dei primi, seguono i prezzi stabiliti dall’Aeeg ogni tre mesi. Pare però, che l’Antitrust voglia eliminare il mercato regolato dal servizio di maggior tutela e lasciare in mano al libero mercato la spartizione dell’erogazione dell’energia in Italia.
Le motivazioni di tale proposta vengono direttamente dal presidente dell’Antitrust, Giovanni Pitruzzella, esposte in occasione della X Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati: quello che l’Autorità auspica, infatti, è il superamento dei regimi di tutela esistenti e il conseguente passaggio a mercati retail completamente liberi e concorrenziali (prevedendo un servizio di fornitura di ultima istanza a condizioni regolate, caratterizzate da livelli di prezzo tali, comunque, da incentivare il passaggio al mercato libero).
E pare che tra i motivi principali ci sia quello di tutelare il consumatore e stabilire una concorrenza più libera tra gli operatori del mercato: da un punto di vista concorrenziale e di tutela del consumatore, continua Pitruzzella, il passaggio per milioni di consumatori domestici da una situazione tutelata a una di mercato non potrebbe avvenire all’improvviso ma dovrebbe essere progressivo, rigidamente scadenzato. Fenomeni di asimmetria informativa e di scarsa elasticità della domanda a piccole variazioni in aumento del prezzo, infatti, potrebbero, in ipotesi, rischiare di determinare non auspicabili situazioni di sfruttamento di potere di mercato da parte degli ex fornitori in regime di tutela.
Il passaggio da un mercato all’altro, infatti, avverrebbe in maniera graduale e le piccole e medie imprese avrebbero più libertà nella regolazione del prezzo: di fatto l’Antitrust è ottimista perché pensa che questa sia una grande opportunità anche per i consumatori finali.
Questi ultimi, però, non sembrano essere dello stesso auspicio. La risposta di Federconsumatori e di Adusbef, due grandi associazioni che lavorano a tutela dei consumatori, non tarda ad arrivare. L’ipotesi avanzata dall’Antitrust non è ben vista perché porterebbe a un aumento delle bollette e a uno svantaggio esclusivo per i piccoli consumatori.
La proposta, piuttosto, viene vista come l’ipotesi di scaricare, ancora una volta, sui consumatori domestici il peso del sostegno alle piccole e medie imprese per ridurne la bolletta. I consumatori, infatti, si difendono sostenendo che gli oneri per le fonti energetiche rinnovabili verrebbero spostati sui clienti domestici e le piccole e medie imprese si alleggerirebbero del 10%.
Secondo le associazioni dei consumatori, infatti, questo provvedimento non avrebbe alcun fondamento anche pensando che le bollette italiane sono le più alte d’Europa: negli ultimi dieci anni sono aumentate del 42,7% quelle della luce e del 54,5% quelle del gas. Gli oneri di sistema, infatti, incidono del 20,5% sulla bolletta.
Le previsioni di Federconsumatori e di Adusbef sono quelle che con l’ipotesi dell’Antitrust gli aggravi prospettati sulla bolletta di una famiglia saranno di +50 euro annui (a nostro parere anche di più). Va bene la concorrenza, dicono le Associazioni, ma lasciare le famiglie in pasto a un libero mercato che non funziona, dove secondo l’indagine dell’Autorità per l’Energia le famiglie che sono passate al mercato libero hanno pagato mediamente le bollette elettriche +12,7% e quelle del gas +4% rispetto al mercato di maggior tutela, vorrebbe dire puro autolesionismo.












